Domenica 31 Maggio 2020, la Santa Messa sarà celebrata alle ore 8.30.

Brani della Domenica di Pentecoste

Kyrie – Gloria – Sanctus – Agnus Dei   (Missa I Lux et origo – Tempore Paschali)Kyriale p. 8
Credo IIIKyriale p 72
Sequenza – Veni Sancte Spiritusfotocopia
Communio –Veni Creator Spiritus fotocopia
Finale – Concordi laetitia  (strofe 1 – 2 – 5)Cantus Selecti p. 131
Tiziano Vecellio – Pentecoste – 1545-1546

(At 2,1-11;   1 Cor 12,3b-7 .12-13;    Gv 20,19-23)

Duomo di Belluno, 31 maggio 2020

Grande festa della Chiesa, oggi: la Pentecoste. Nel Natale il Verbo incarnato nacque tra noi; nella Pasqua ci redense; nella Pentecoste ci diede lo Spirito Santo, Spirito di vita e di santità. Lo Spirito Santo rende tutto vivo e vero.

Il Patriarca ortodosso Atenagora I, patriarca di Costantinopoli, che nel gennaio 1964, dopo nove secoli di separazione della Chiesa ortodossa dalla Chiesa di Roma, incontrò Papa Paolo VI a Gerusalemme, ha -riguardo allo Spirito Santo- un’affermazione fortemente concisa, ma altrettanto fortemente, dal punto di vista teologico, ricca e pregnante; disse: “Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, Cristo rimane nel passato, la Chiesa diventa una semplice organizzazione, l’autorità si trasforma in dominio, la missione in propaganda, il culto in evocazione, l’agire dei cristiani in una morale da schiavi”.

Davvero lo Spirito Santo è l’anima di tutto. Egli trasforma e vivifica; senza di lui tutto scade nell’umano, e in un umano vile e deteriore. E’ lo Spirito Santo che ci fa sentire Dio vicino, che mormora dentro di noi, come dice san Paolo nella lettera ai Romani: ‘Abbà, padre’ (Rm 8,15), e ci fa sentire figli, figli di un Dio che ci è ‘papà’, ci ama, ci vuole bene, e non può dimenticarsi delle sue creature.

E Gesù? Gesù è vissuto duemila anni fa, ma non è realtà confinata nel passato, persona divorata dal tempo e dalla storia; Gesù è vivo e presente a noi, contemporaneo ad ogni uomo, all’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi; ed è lo Spirito Santo che, con la sua grazia ce lo fa credere tale, ci fa certi della sua presenza e ce lo fa sentire accanto.

E che cos’è la Chiesa? La Chiesa è fatta di uomini, anch’essa con le sue strutture e le sue istituzioni, ma strutture e istituzioni percorse da un soffio divino, da un’anima che le informa, che dà loro forma. La grazia dello Spirito Santo rinnova, purifica e santifica continuamente la Chiesa, la rende luogo sicuro d’incontro con Dio, arca di salvezza e via al Cielo. Lo Spirito Santo è l’‘anima’ della Chiesa.

Ed è l’‘anima’ anche della vita spirituale di ogni cristiano. Vita spirituale che è detta ‘spirituale’ appunto, ebbe a dire Papa Benedetto XVI, perché vita animata dallo Spirito Santo. Lo Spirito Santo fa crescere, alimenta, nutre, difende la vita spirituale del fedele. Nella sequenza ‘Veni sancte Spiritus’ abbiamo cantato: “Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa”. Lo Spirito Santo è la sorgente di ogni virtù; senza il suo aiuto l’uomo cade vittima della propria debolezza, fragilità e peccaminosità. Egli ci unisce a Cristo, fa sì che Cristo viva in noi e noi in Cristo, così che fioriamo in un’umanità bella e santa.

“Vi manderò lo Spirito Santo”, ha promesso Gesù (Gv 16,7), Spirito che rinnova la faccia della terra. Egli unisce i cuori, armonizza le diversità, seda le guerre e le contese, eleva gli spiriti ad alti e nobili desideri, dà la forza per ogni virtù, in particolare la mitezza, la pazienza, la castità, la carità; porta tutto a compimento secondo il disegno eterno di Dio.

Santo Stefano, il protomartire, nel momento in cui stava per essere lapidato rimproverò così i Giudei: “O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo” (At 7,51). Ecco la cosa che dobbiamo evitare: porre resistenza allo Spirito di Dio. Egli parla, invita, chiama, sollecita, suggerisce; desidera orientarci e guidarci sulle vie del bene, della virtù e della santità; a noi offrirgli attenzione, ascolto, un cuore docile; non opporgli resistenza. Egli è vero amico del nostro bene. Preghiamolo molto!

don Giovanni Unterberger

31 Maggio ’20 – Solennità di Pentecoste