Domenica 15 Settembre ’19, la Santa Messa sarà celebrata alle ore 8.30 nella chiesa di S. Pietro.

Brani della XIV Domenica dopo Pentecoste:

Asperges meKyriale pag. 6
Kyrie – Gloria – Sanctus – Agnus Dei   (Missa XI Orbis factor – In Dominicis per AnnumKyriale pag. 46
Credo IKyriale pag. 67
Communio – Ubi caritas et amorCantus Selecti pag. 17
Finale – Stabat MaterCantus Selecti pag. 126

Domenica decima quarta dopo pentecoste

(Gal 5,16-24; Mt 6,24-33)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 15 settembre 2019

Unum facere et aliud non omittere”, recita un’antica massima latina: ‘fare una cosa senza omettere l’altra’. Qual è la cosa da non omettere e quale quella da fare, secondo il Vangelo che abbiamo ora ascoltato? La cosa da fare, e che rimane come sottintesa nel testo, è l’impegno necessario da parte nostra nella vita quotidiana. Sì, Dio provvede alle sue creature, ma c’è anche qualcosa che le creature devono fare. Dio provvede ai gigli del campo, e siccome essi sono radicati al suolo e non possono muoversi, fa arrivare ad essi il sole e la pioggia necessari là ove sono. Ma gli uccelli, che hanno le ali, devono andare in cerca del cibo per vivere; e l’uomo, che ha la ragione, la volontà e le altre doti, deve mettere in movimento i suoi doni e le sue capacità per una vita buona e dignitosa. Questa è la cosa da fare.

E la cosa da non omettere? La cosa da non omettere è la fiducia in Dio; il non lasciarsi sopraffare e vincere dalle preoccupazioni; è il confidare in lui; il ricordare che abbiamo un Padre che pensa a noi e non ci dimentica; è, in fondo, la fede. La fede ci dice che non siamo soli, staccati da Dio ma che siamo uniti a lui; e che lui è unito a noi, come un padre e una madre sono uniti ai propri figli. Fede da avere, da alimentare, da sempre riprendere e ravvivare: “In lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”, dice san Paolo (At 17,28). Questa è la cosa da non omettere; essa non ci viene spontanea; occorre ‘voler’ credere. E credere, riuscire a credere, è una grazia, grazia da domandare e da inplorare.

Ma c’è di più; Gesù punta più in alto. Non solo invita ad avere fiducia in Dio che è provvidenza, ma dice: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia”, cioè sia vostra prima preoccupazione il regno del Signore, il Signore stesso, e la sua ‘giustizia’, cioè ciò che vi mette nell’amicizia e nella comunione con lui (questo è il senso di ‘giustizia’).

Dio, prima preoccupazione. Quale conversione! Quale cambiamento di orientamento! Orientati prima di tutto, e più di tutto, al Signore. Gesù è venuto nel mondo non anzitutto per guarire i malati e moltiplicare il pane alle folle, ma per orientare gli uomini a Dio; gli stessi miracoli avevano lo scopo di collegare l’uomo a Dio, di stringerli a lui.

Dio in cima ai pensieri. Al mattino, al risveglio, il primo pensiero dev’essere per il Signore. Nella mente si affollano subito molti pensieri, i pensieri della giornata, del lavoro, degli impegni che ci attendono, ma il primo pensiero dev’essere per il Signore; la giornata deve iniziare ed essere fondata e stabilita su un tempo congruo di preghiera. Quanto? Una mezz’ora? Un quarto d’ora? Almeno un quarto d’ora; un quarto d’ora di stare a tu per tu, da soli, con il Signore; per lodarlo, ringraziarlo, prenderlo a compagno della giornata. E poi, lungo il giorno, cercare qualche altro tempo per stare con il Signore; è da lui che viene pace, serenità, fiducia, forza nelle difficoltà, difesa da preoccupazioni troppo forti, riparo dalla depressione, capacità di amare i fratelli, anche quelli poco amabili e poco simpatici.

Dio al primo posto. E’ questa l’impostazione giusta, che fa stare bene l’uomo; è questa la cosa importante da non omettere, accanto a quella che è da fare. Quando chiediamo perdono al Signore per i peccati di omissione, ricordiamo: il primo peccato di omissione non è nei confronti dei fratelli (certo, anche questo, e questo ci viene in mente subito), ma il primo e più grave peccato di omissione è quello, se c’è stato, nei confronti di Dio. Perché Dio è Dio!

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia -invita Gesù- ogni altra cosa vi verrà data in più”.

don Giovanni Unterberger

15 Settembre ’19 – XIV Domenica dopo Pentecoste