Domenica 01 Settembre ’19, la Santa Messa sarà celebrata alle ore 8.30 nella chiesa di S. Pietro.

Brani della XII Domenica dopo Pentecoste:

Asperges meKyriale pag. 6
Kyrie – Gloria – Sanctus – Agnus Dei   (Missa XI Orbis factor – In Dominicis per AnnumKyriale pag. 46
Credo IKyriale pag. 67
Communio – O salutaris hostiaCantus Selecti pag. 6
Finale – Sub tuum praesidiumCantus Selecti pag. 180

Dodicesima domenica dopo pentecoste

(2 Cor 3,4-9; Lc 10,23-37)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 1 settembre 2018

Gli scribi e i dottori della legge non erano teneri con Gesù; non solo non lo accoglievano nelle sue idee, che consideravano contrarie alla fede di Israele, ma non lo accoglievano come persona, tanto che più volte -notano i Vangeli- tennero consiglio per farlo morire (cfr Mc 3,6). Di continuo lo pedinavano e lo assillavano con domande e provocazioni: ‘Cosa dici? E’ lecito a un uomo ripudiare la propria moglie? Si deve o no pagare il tributo a Cesare? La donna che ha avuto, uno dopo l’altro, sette mariti, di chi sarà moglie nell’al di là?’ Cercavano in tutti i modi di metterlo in difficoltà, per poterlo accusare.

Ma non tutti erano così; il dottore della legge del brano di Vangelo che abbiamo ora ascoltato era sincero; con cuore sincero egli chiese: “Maestro, che devo fare per ottenere la vita eterna?” Desiderava veramente conoscere il pensiero di Gesù e lasciarsi istruire da esso. Infatti, alla domanda del Signore a fine parabola: “Chi di quei tre ti sembra che sia stato prossimo dell’uomo caduto nelle mani dei ladroni?”, egli rispose con verità: “Colui che ebbe compassione di lui”.

L’onestà intellettuale è atteggiamento tanto importante. Di fronte alla verità, specialmente quando essa è impegnativa e scomoda, la tentazione è di sottrarvisi, di trovare scuse, cavilli, eccezioni, scappatoie, giustificazioni. E’ difficile stare davanti alla verità senza difese, disposti a lasciarsi ferire, se è il caso, da essa. Il sacerdote e il levita della parabola si trovarono davanti alla verità di un uomo caduto nelle mani dei ladroni e bisognoso di aiuto, ma da quella verità essi si difesero: quell’uomo era piagato e bagnato di sangue; sporcandosi di quel sangue essi non avrebbero potuto, per alcuni giorni, esercitare il culto al tempio di Gerusalemme, ove erano diretti. E passarono oltre.

La tentazione di piegare la verità al proprio interesse personale, al proprio tornaconto, al proprio punto di vista, è forte nell’uomo. C’è un ‘fai da te’ che preme, e che tende ad investire tutto il reale. Una delle caratteristiche negative e fonte di infiniti mali è il soggettivismo sfrenato, frutto d’orgoglio, che pretende di misconoscere la verità , e di manipolarla a proprio piacimento. Quanto insistette papa Benedetto XVI sul pericolo di una fede ‘fai da te’, per cui certe verità sì e certe verità no; sul pericolo di una morale ‘fai da te’, per cui certi comandamenti sì e certi comandamenti no! A proprio giudizio.

L’uomo pensa in tal modo di stare meglio, di raggiungere un grado di felicità e di benessere più alto, mentre invece cade in un groviglio di problemi e di situazioni sbagliate e dolorose da cui poi spesso non riesce più ad uscire. “La verità vi farà liberi”, ha detto Gesù (Gv 8,32). La verità è a favore dell’uomo, non è contro l’uomo. La verità precede l’uomo; è stata pensata e fissata da un Dio che ama l’uomo, e che con la verità gli indica la via dell’autentica realizzazione e della vera felicità.

Al mondo, tra gli uomini, è venuta nientemeno che la Verità stessa: “Io sono la via, la verità e la vita”, disse Gesù (Gv 14,6). E’ lui la verità, verità che egli ha consegnato alla sua Chiesa, la quale è -come dice san Paolo- “la colonna e il sostegno della verità” (1Tim 3,15). Nelle altre fedi e nelle altre religioni ci sono frammenti di verità, ‘i semi del Verbo’, come li chiama il Concilio Vaticano II; ma la verità intera è nella Chiesa cattolica. Obbligo del cristiano, ma al tempo stesso suo interesse, è conoscere la verità che la Chiesa, nel papa di Roma e nei pastori in comunione con lui, proclama e insegna. La verità di Cristo che è nella Chiesa passi nel cuore dei cristiani, sia da essi conosciuta e vissuta.

don Giovanni Unterberger

01 Settembre ’19 – XII Domenica dopo Pentecoste