Domenica 06 Dicembre ’20, la Santa Messa sarà celebrata alle ore 8.30 nella chiesa di S. Pietro.
Brani della II Domenica di Avvento:

Asperges meKyriale pag. 6
Kyrie – Sanctus – Agnus Dei   (Missa XVII – In Dominicis Adventus – Kyrie C)Kyriale pag. 62
Credo IV Kyriale pag. 74
Communio –  Rorate cæli desuper Cantus Selecti pag. 27
Finale –  Alma Redemptoris MaterFotocopie

I domenica d’Avvento

(Rm 15,4-13;    Mt 11,2-10)

Belluno, chiesa di s. Pietro, 29 novembre 2020

“Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Chi avrebbe immaginato che Giovanni Battista sarebbe caduto in crisi? in crisi di fede, e circa la persona di Gesù? proprio lui che lo aveva battezzato, riconosciuto Messia, e come tale l’aveva presentato al popolo? Nessuno è esente da crisi di fede; neppure il più grande santo, neppure il più forte credente può ritenersene al riparo. Tutti siamo esposti ad ogni tipo di tentazione. Giovanni Battista era entrato in crisi perché non riconosceva nell’operato di Gesù il modo di agire del vero Messia; può essere che il cristiano sia messo alla prova nella sua fede al vedere Dio che agisce non come lui vorrebbe; Dio che non interviene a fermare il male del mondo, tollera ingiustizie, soprusi e guerre; permette calamità e stragi. Dio non è, forse, ‘onnipotente’ e ‘padre’?

Giovanni Battista cadde in crisi di fede in un momento di grande prova e sofferenza: era stato arrestato da Erode Antipa e si trovava in prigione. L’uomo nella prova è in stato di debolezza, e facilmente si sente abbandonato, anche da Dio, qualora non si veda ascoltato nel suo grido d’aiuto e non soccorso nella sua difficoltà “Dio, dove sei?”, gli viene da dire.

Forse anche di fronte al Natale il cristiano è tentato nella fede. Il Natale cambierà il mondo? Le cose, dopo Natale, saranno diverse? Già molti Natali si sono succeduti nella storia…

Una domanda: può il sole non riscaldare? può l’acqua non bagnare? può il vento non farsi sentire? E potrebbe Dio, nei suoi misteri e nelle sue opere, non agire? Forse che Dio non agisce? Non è egli Creatore e Salvatore? Il Natale è salvezza; è Dio che si fa uomo e redime l’uomo, lo rifà, lo ricostruisce. Quanti uomini e donne egli ha ricostruito, ha rifatto! Quanti santi e sante lungo la storia!

Certo, è necessario che l’uomo corrisponda, che l’uomo non si opponga all’azione di Dio: al contrario, l’assecondi e la favorisca; ma com’è la nostra fede? Crediamo nella potenza dei misteri di Dio? Una fede forte fa nascere e germogliare la speranza. Come pensare di venire cambiati, se non sperassimo che ciò può accadere, se non credessimo che Dio lo può fare? Ancora una volta tutto comincia da Dio, dalla fede in lui, dal credere che Dio vuole operare in noi, e ‘può’ operare in noi. E’ errore tenere lo sguardo fisso sulla propria debolezza e povertà, e ridurre, rimpicciolendola, la potenza di Dio! è errore di prospettiva! Giusto invece è lo sguardo che guarda alla potenza di Dio, e ad essa apre la propria debolezza e povertà. Così Dio può agire.

Giovanni Battista nella sua crisi di fede, nel suo momento di debolezza, si è aperto a Cristo, mandò dei suoi discepoli dal Signore nella fiducia che egli avrebbe potuto dargli una risposta e operare nel suo cuore. Era la fede con cui i malati del Vangelo ricorrevano a Gesù.

Il Natale contiene salvezza, novità e vita; ciascuno ne riceverà in misura della sua fede. Poca fede, poco dono; molta fede, molto dono.

don Giovanni Unterberger

6 Dicembre ’20 – II Domenica di Avvento